Il “mostro” UE ora ci chiede l’aumento dell’IVA e la tassa sulla prima casa

tasse-ue-imu-ivaL’Italia ormai non ha più sovranità economica e monetaria. E non ha nemmeno l’orgoglio e la volontà politica di recuperarle e di mandare letteralmente a quel paese, l’Unione tecnocratica europea, e con lei la Germania e i poteri finanziari che speculano sui nostri titoli di stato. L’Italia è un paese schiavo, prono e piegato ai diktat che essa stessa – grazie a una classe politica asservita ai poteri sovranazionali – si è imposta, svendendo la sovranità del popolo italiano, sancita peraltro in Costituzione.

Ecco dunque l’ultimo sopruso che questa folle tecnocrazia vorrebbe imporre al nostro paese in catene. Siccome, la pressione fiscale qui non è mai abbastanza, e siccome i consumi non sono sufficientemente a terra, e le pezze nel sedere non sono ancora tante da indurci a svendere e privatizzare tutto quanto sia vendibile e privatizzabile, ecco che ci chiede altre tasse: un aumento dell’IVA, affinché i consumi crollino ancora di più; e il ripristino della tassa sulla prima casa, affinché la gente non si metta in testa di comprarsene una e anzi, magari venga indotta a vendere quella che già possiede. Che prontamente sarà acquistata da qualche grossa società immobiliare a prezzi stracciati.

La scusa ufficiale è spostare la pressione fiscale dal lavoro ai consumi. Ma è chiaramente una falsità, uno specchietto per le allodole. Perché è evidente che non sarà mai possibile abbattere il costo sul lavoro, aumentando l’IVA e imponendo la tassa sulla prima casa. Semmai, la depressione dei consumi (causata dall’aumento dell’IVA e dall’aumento della tassa sulla prima casa), imporrà un ulteriore sacrificio alle piccole e medie imprese, che saranno costrette o a chiudere o ad aumentare i prezzi, ingenerando un’esigenza di risparmio dei cittadini.

Assurdità neoliberiste, che mirano semplicemente a dare un’ulteriore mazzata alla nostra economia. Ma tant’è che non è che ci sia poi così tanto da meravigliarsi. Per anni, da quando è esplosa la crisi economica, i nipotini di Von Hayek ci hanno detto che la ripresa era dietro l’angolo, e che servivano tagli e sacrifici, privatizzazioni e mercato deregolamentato. Ma qualsiasi persona di buon senso, sa perfettamente che per far ripartire un motore che si ferma perché è finita la benzina, non è che gli si asportano i pistoni, ovvero gli si riduce la portata del carburatore. No, sa perfettamente che bisogna rimettere semplicemente carburante, e il carburante, nel nostro caso, è uno Stato che, esercitando la piena sovranità economica e monetaria, pianifica una politica economica attraverso la quale immette risorse nell’economia e la fa ripartire. Ma non ditelo ai teologi dell’ordoliberismo, potrebbero bruciarvi per eresia, sempre che non moriate prima di inedia!

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