Il matrimonio tra il M5S e il PD e il complotto contro il centrodestra

E’ incredibile ma vero. Il Partito Democratico, elettoralmente “morto” con le elezioni del 4 marzo (e ancor più con le recenti elezioni regionali in Molise), ora rischia di essere “riesumato” proprio da coloro che hanno fatto per cinque anni una campagna contro: il M5S, che pur di governare e piazzare Di Maio (o Fico) a Palazzo Chigi, ecco che – dopo aver fatto fallire (forse con lucida strategia) la trattativa con la Lega e il centrodestra per gli assurdi veti sul Cavaliere – amoreggia con il partito più inviso dalla sua base elettorale. Il quale – al netto dei renziani (a cui va dato atto di una certa coerenza, almeno per ora) – sembra gradire questa apertura.

Insomma, con le elezioni di marzo, pensavamo di esserci liberati del Partito Democratico, che da sette lunghi anni ormai detta l’agenda politica del nostro paese (con i risultati sotto gli occhi di tutti, soprattutto in campo economico e sul quale stendiamo un velo pietoso), e invece ecco che rischiamo di ritrovarcelo nuovamente al governo, anche se in posizione defilata, grazie ai loro acerrimi nemici, che ormai non sono più i nemici, ma i principali interlocutori.

L’impressione è che in questo gioco delle tre carte, molti stanno lavorando alacremente affinché il centrodestra, che è la coalizione che ha “vinto” le elezioni politiche, non arrivi al Palazzo Chigi. E pur di impedirlo, ecco che cercano di celebrare il matrimonio innaturale tra i grillini e i piddini. Che poi, proprio innaturale, a ben guardare, non è. Forse lo era un tempo, quando il M5S era ancora anti-euro e anti-sistema. Ma oggi, questo matrimonio, dopo la svolta atlantista ed eurista del grillismo 4.0, diventa quasi un fatto normale, se non fosse per i trascorsi non proprio pacifici tra i due partiti.

In questo quadro piuttosto strano e confuso, l’unico punto fermo che emerge chiaro e lampante è – appunto – il tentativo di impedire a Salvini e al centrodestra di governare il paese. Nonostante sia la coalizione che abbia preso più voti, nonostante la vittoria in Molise e nonostante la certa vittoria in Friuli, sembra che quei milioni di italiani che hanno dato fiducia al centrodestra non contino proprio nulla o quasi nelle stanze del potere. 

Come andrà a finire questo matrimonio, qualora si celebrasse, non è dato saperlo con certezza. Però la mia impressione è che non potrà finire affatto bene (ed è questa l’unica consolazione, nonostante passi per la demolizione di quel che resta di questo martoriato paese, ostaggio da anni dell’eurismo teologico). Per il PD sarà la tomba (in un modo o nell’altro questa alleanza porterà a una scissione o a una dissoluzione del partito), e per il M5S sarà la fine della “verginità” politica. Soprattutto però, questa insana “alleanza” suggellerà la fine di un’illusione per i milioni di elettori che hanno dato fiducia al M5S sul presupposto che fosse anti-sistema.  Finalmente.