Il disagio ideologico della sinistra per i simboli del Fascismo

eur-simboli-fascismoNon placa la polemica sul DDL Fiano, che vorrebbe imporre un nuovo reato di opinione legato al Fascismo, e di cui ho dato conto qualche giorno fa in questo articolo. A margine della polemica, si inserisce il Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ancora una volta (la prima fu nel 2015) ricorda che “ci sono persone che si sentono colpite, a volte anche offese” dai simboli del Ventennio. E per rafforzare l’idea, il presidente della Camera ricorda che “non accade altrettanto in Germania, dove i simboli del nazismo non ci sono più” (cosa affatto vera).

Ebbene, davanti a queste dichiarazioni è evidente che non sono bastati settant’anni per accettare l’idea che il Fascismo sia morto e sepolto e che mai tornerà a insidiare la nostra libertà. Eppure nonostante questa lapalissiana verità – e ciò al di là delle dichiarazioni del Presidente della Camera – molti a sinistra manifestano (in modo persistente) un disagio ideologico senza alcuna reale giustificazione politica ancorata al presente. Di più, ritengono seriamente che il pericolo maggiore per la nostra democrazia – ancora oggi! – derivi da un’ideologia condannata senz’appello dalla storia e relegata ai revival di pochi irriducibili. Ma il peggio è che questa sinistra, a forza di guardarsi indietro, non si rende conto che se mai esiste un pericolo per il nostro paese, per la sua democrazia e la nostra libertà, questo alberga nei buonismi, negli immigrazionismi, negli europeismi e nell’ossessione per il politicamente corretto che, attraverso un’operazione di ingegneria sociale, vuole annullare le differenze, le radici culturali e identitarie del nostro popolo, nonché la nostra sovranità costituzionale.

La verità dunque è che se si dovesse davvero dare concretezza all’idea che i simboli, gli edifici e i monumenti del Fascismo debbano essere abbattuti i quanto causa di disagio storico-ideologico, ce la prenderemmo con il bersaglio sbagliato e in più butteremmo il bambino con l’acqua sporca: un patrimonio architettonico di incontestabile valore storico, la cui perdita non verrebbe affatto compensata dalla stigmatizzazione storico-ideologica del Fascismo. Il quale – piaccia o meno – è comunque parte (nel bene e nel male) della nostra storia recente.

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© Foto di Dalbera – Eur (Roma)
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