Il dilemma: Salvini intende o non intende fare un governo con il PD?

salvini-lega-sovranismoNon sembra esistere una sola possibilità che Salvini faccia un’alleanza organica e programmatica con il PD per otterne i voti. Le ragioni sono evidenti: l’incompatibilità tra il PD e la Lega, e non tanto sui temi dell’immigrazione e della sicurezza (che comunque sono dirimenti) quanto sui temi economici, nei quali la Lega e il PD sono praticamente agli antipodi, tanto che oggi la vera destra liberale è quella piddina, mentre quella leghista è una destra sociale con venature keynesiane.

Dunque parlare oggi di un Salvini possibilista, è errato ed è depistante. E lo è per una ragione semplice: le parole di Salvini di ieri su una possibile convergenza con i democratici, sono rivolte ai singoli parlamentari, che qualora condividano il programma del centrodestra, sarebbero i benvenuti nel sostenere un eventuale suo governo. Egli dunque non ha proposto un’alleanza organica e di programma con il PD (e ciò per le ragioni anzidette). Per cui, quei sovranisti che sui social lanciano l’allarme si rasserenino: la Lega non farà alleanze organiche con il PD. Di più, Salvini ha avvisato che se non si troverà una maggioranza politica, l’unica soluzione per uscire dall’impasse è il voto, e non già le fantasiose formule di governo a tempo.

Ma… e se accadesse? Qualcuno potrebbe pormi questa domanda, essendo (purtroppo) tutto possibile in politica. Ebbene, a costoro rispondo che se accadesse (ma credo sia davvero improbabile), bisognerà capire le ragioni per le quali Salvini abbia deciso di rinunciare al suo programma in tutto o in parte per ottenere il sostegno piddino, e conseguentemente farsi da parte per favorire un premier condiviso a palazzo Chigi. Io personalmente – certo – rimarrei parecchio deluso, perché la mossa – per quanto ragionata e giustificata dalla real politik – potrebbe risultare fatale. Ciò, in quanto, se è vero che una simile decisione possa, nell’immediato, portare il beneficio dell’essere al governo, nel lungo termine, questo beneficio verrebbe pagato (salato) in termini di consenso, soprattutto se il programma leghista rimanesse lettera morta. Inoltre – che è peggio – una simile decisione verrebbe vista negli ambienti sovranisti come la prova provata che il sovranismo leghista era solo marketing elettorale. E io, a quel punto, potrei persino essere d’accordo con loro.