Il complotto. Vogliono fare “fuori” Trump a ogni costo

E’ un copione che noi in Italia conosciamo non bene, benissimo. All’epoca in cui governava Berlusconi, ogni giorno ne spuntava una nuova. E se non era uno scandalo politico, era uno scandalo sessuale, e se non era uno scandalo sessuale, era altro. Alla fine, le pressioni mediatiche, gli affondi giudiziari e infine il giochetto dello spread, lo hanno estromesso dal Governo. La legge Severino – che attualmente pare funzionare solo per lui – ha fatto il resto, estromettendolo del tutto dalla vita politica e garantendo così alla sinistra un potere quasi permanente e ininterrotto da cinque anni.

Con Trump si gioca allo stesso gioco. E’ un uomo antisistema, eccentrico e ingovernabile. Perciò, agli occhi delle élite e dell’estabilishment, qualcuno che non gioca secondo le regole stabilite. Il che se non lo rende un nemico, comunque lo rende un elemento di disturbo per il “manovratore”. Ecco dunque un fiorire continuo di accuse e di sospetti di collusioni con la Russia di Putin (in realtà mai provate), di cui i giornali progressisti e liberal d’oltreoceano – ancora avvelenati per la mancata vittoria della loro beniamina – sono il megafono.

L’ultima in ordine, è l’accusa di aver passato alla Russia informazioni top secret sulle attività in medioriente, che potrebbero compromettere l’alleato Israele. Naturalmente, non c’è nulla di concreto, ma solo il fumo sollevato dai media ostili a Trump, che stanno battendo con insistenza il chiodo offerto loro da qualche funzionario vendicativo, affinché il Congresso pensi seriamente di mettere il presidente americano sotto accusa. Seppure è anche da dire che Trump ce la sta mettendo tutta per spianar loro la strada con una politica estera ambigua e altalenante, contraddittoria e non sempre improntata a un chiaro piano politico.

Quel che è certo è che le élite mondialiste, dopo aver sventato il pericolo Le Pen, cercano ora di riprendersi il maltolto, insidiando la legittima elezione di Donald Trump (anche se in realtà, non vi avevano mai rinunciato) con accuse che puzzano di complotto lontano un miglio. Caso mai dovessero riuscirci, e sono a un passo dal riuscirci, allora si potrà dire che nemmeno la democrazia americana può nulla contro i poteri oscuri delle lobby globaliste che hanno dalla loro tanto potere e denaro da decidere anche chi dovrà occupare lo studio ovale. Scenario davvero inquietante.

 

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