Il clamoroso passo falso di Trump: la cancellazione della net neutrality

L’amministrazione Trump cancella la net neutrality, e cioè la parità di accesso alla rete, che si concretizza nella neutralità degli ISP (Internet Provider), e cioè l’impossibilità per costoro di discriminare tra i contenuti visualizzati dai loro utenti, costringendo questi ultimi o i titolari dei contenuti a pagare un piano economico superiore (a volte costoso) per un caricamento più veloce o addirittura per la loro visualizzazione.

Un clamoroso passo falso per un’amministrazione che è stata definita “populista” e dalla parte dei più deboli, visto che l’abolizione della net neutrality, in realtà, permetterà agli ISP di creare pacchetti dati da vendere ai propri utenti, includendo o escludendo in tutto o in parte siti web o determinate piattaforme.  L’utente dunque potrà vedersi bloccato l’accesso a un sito web, con l’invito, da parte del proprio ISP, a fare un upgrade del proprio pacchetto dati per visualizzarlo.

Perché dunque un passo falso? Perché a farne le spese, saranno soprattutto gli utenti meno danarosi, e le piccole realtà economiche che vogliono fare in rete il proprio business. Se i primi si vedranno infatti costretti a comprare pacchetti a volte costosi per navigare in piena libertà, le seconde saranno costrette a rinunciare alle proprie velleità di business ovvero a indebitarsi fortemente per garantire alle proprie piattaforme online la necessaria velocità di caricamento quando l’utente le visita. Il tutto a favore delle grandi realtà consolidate (Google, Facebook, Netflix e via dicendo).

Fortunatamente per noi italiani, questa norma sballata non ha alcun effetto concreto e reale. In Italia e in generale in Europa vige la net neutrality. Dunque, a meno che in un prossimo futuro non cambi qualcosa, nel nostro paese non vedremo mai siti limitati nella loro visualizzazione da parte dei nostri provider, con un invito a upgradare il nostro pacchetto dati per visualizzarli.

In USA, invece, sta mondando la protesta per questa scelta scellerata di Trump. Per quanto si voglia difenderlo nel suo operato, questa volta è davvero difficile dare torto a chi, negli Stati Uniti, denuncia che l’abolizione della net neutrality è la morte dell’internet libero. Gli oppositori sperano che il Congresso ribalti la situazione. Ma a mio parere, le possibilità che il GOP sconfessi se stesso e Trump sono parecchio remote. Per il Tycoon sicuramente è stato un grossolano passo falso.

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