I quattro pilastri della sovranità

In un video pubblicato su Youtube, ho illustrato, tramite una serie di slide, la perdita di sovranità economica e monetaria subita dal nostro paese a seguito dell’adesione all’Unione Europea. Ebbene, chi visionerà il video potrà accorgersi che nella prima parte vengono illustrati – seppure per sommi capi – i pilastri che sorreggono la sovranità statale. Perché se è vero che, in generale, quando si parla di sovranità si faccia sovente riferimento a un popolo e al territorio in cui questi è stanziato, è anche vero che la sovranità trova la propria ragione d’essere quando determinati compiti fondamentali sono eseguiti in perfetta indipendenza e autonomia dai centri di potere statale. Del resto, quando si afferma che uno Stato è sovrano perché superiorem non recognoscens, non si dice che questo.

Ma quali sono i quattro pilastri sui quali la sovranità statale si regge? Rimandandovi per una migliore chiarezza al video, essi sono la sovranità politica, la sovranità economica, la sovranità monetaria e quella militare. E’ chiaro ed è evidente che tutti e quattro sorreggono la sovranità statale nel suo complesso tanto che il venir meno dell’uno compromette l’integrità dell’altro, destabilizzando la sovranità tout court.

In sintesi:

  • La sovranità politica definisce la forma istituzionale, l’indirizzo politico generale e i principi fondamentali dell’ordinamento giuridico, che vengono poi fissati nella carta fondamentale (Costituzione);
  • La sovranità economica invece definisce l’azione politica nel campo dell’economia, secondo il modello economico predefinito a livello politico-costituzionale.
  • La sovranità monetaria, per sua natura, è lo strumento attraverso il quale le prime due sovranità possono essere pienamente esercitate, e richiede che l’emissione della moneta, necessaria per scambiare beni e servizi nel territorio, sia fatta sotto il controllo statale.
  • La sovranità militare infine permette di controllare il territorio e di difendere la comunità interna e le sovranità precedenti dagli attacchi esterni.

Ebbene, come ho anticipato, il crollo totale o parziale di uno solo di questi pilastri, pregiudica la piena sovranità dello Stato e vanifica i processi democratici definiti nella Carta fondamentale (o comunque nei principi fondamentali dell’ordinamento), poiché in tale caso, non saranno più questi processi a stabilire le priorità economiche e politiche nell’interesse della nazione, ma saranno i processi attivatisi altrove, in un contesto del tutto avulso dalle dinamiche costituzionali e democratiche, e dunque non necessariamente rappresentativi degli interessi nazionali.

Questo è il caso italiano con l’adesione del nostro paese all’Unione Europea e alla moneta unica. Con tali adesioni, infatti – come è stato più volte spiegato in questo blog – la nostra patria ha perso parzialmente la sovranità politica e del tutto quella economica e monetaria. I processi che definiscono l’indirizzo politico ed economico non sono più soggetti ai controlli e alla responsabilità politica scaturenti dai processi elettorali interni (e dunque dal nostro voto), ma richiedono il placet (determinante) delle strutture sovranazionali europeiste, la cui legittimità politica non è riscontrabile né censurabile attraverso la sovranità popolare.