I poveri in Italia sono 5 milioni, ma per la sinistra le priorità sono altre

5-milioni-poveri-italiaCinque milioni sono i poveri italiani. Lo dice l’Istat. E precisamente 4 milioni e 742 mila. Ma le priorità per la maggioranza sono altre: ius soli, immigrazione, banche e apologia dei simboli del fascismo, quasi che, per quei 5 milioni di persone, regalare la cittadinanza, spendere miliardi di euro per accogliere immigrati economici, spendere altri miliardi per salvare due o tre banche e punire, infine, chi fa il saluto romano, siano leggi cruciali per il loro benessere economico e sociale.

E’ chiaro infatti che queste leggi prive di una vera utilità per il paese hanno solo una connotazione ideologica ed elettoralistica. E poco importa che poi possano comprimere la libertà delle persone, possano gravare ancora di più sulle loro tasche o che è peggio, possano essere utilizzate come un varco per un lento, ma inesorabile, stravolgimento culturale e demografico. Importa che possano nell’immediato essere utili politicamente per chi le propone e le impone con forza al popolo italiano, il quale ha più volte manifestato di non volerle e di non volere certe politiche, perché palesemente contrarie agli interessi patri.

Ma è chiaro che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. E questa maggioranza purtroppo è uno di quei sordi. Prosegue per la sua strada, insiste con leggi che non hanno alcuna utilità per gli italiani e che anzi, sono preordinate persino a limitarne ulteriormente le libertà. Pervicacemente, vuole la cittadinanza facile ai figli degli immigrati, e nel mentre, salva banche e istituti di credito decotti, mentre le aziende muoiono, gli artigiani, gli imprenditori e i professionisti affogano in un mare di tasse, i giovani emigrano e non fanno figli e il nostro tessuto economico-sociale si sfilaccia.

Eppure, ci vorrebbe davvero poco per riprendere in mano la situazione. Sarebbe sufficiente rileggersi la Carta Costituzionale, per realizzare che l’Italia è una nazione la cui sovranità non appartiene alla UE, agli USA, alla Germania o a qualche ONG, ma al popolo italiano, che sebbene la eserciti nelle forme e nei limiti della Costituzione, tali forme e limiti non possono essere utilizzati come un pretesto per negare il responso e il pronunciamento democratico, la volontà popolare, l’identità italiana, l’integrità dello Stato, la sua indipendenza e la sua sovranità. E non meno importante, il benessere economico dei suoi cittadini.

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