Gli insospettabili alleati della UE: i separatismi, i regionalismi e i localismi

separatismo-indipendentismo-regionalismo-ueSu scenarieconomici.it è stato pubblicato un interessante articolo nel quale si da conto, con una dettagliata mappa, di tutte le istanze separatiste, autonomiste e dei localismi più o meno rivendicati o attuati. Ne esce un’Europa frastagliata, un puzzle di egoismi locali, una frattaglia di praticelli e di villaggi più o meno grandi, concentrati su loro stessi.

Domanda da un milione di dollari: a chi conviene questa crescita costante degli indipendentismi e dei localismi? Ovviamente all’Unione Europea (che spesso li incoraggia). Nel progetto di demolizione degli Stati nazionali, e dunque in un’ottica di desovranizzazione, il foraggiamento (attraverso i fondi UE) nonché l’incoraggiamento a rivendicare più autonomia, più localismo rispetto allo Stato, è infatti un buon modo per indebolire lo Stato stesso, a tutto vantaggio delle istituzioni europee, notoriamente governate da un’oligarchia tecnocratica, pesantemente influenzata da Berlino (seppure, nemmeno la Germania sia esente dal fenomeno con la spina della Bavaria).

Dunque, indipendentismo e localismo da una parte, immigrazionismo e multiculturalismo dall’altra sono le armi utilizzate dalle élite per annientare gli Stati nazionali. Se per un verso, le rivendicazioni autonomiste-indipendentiste (i cui nomi, nella cartina soprastante, non sono in corsivo), mettono in discussione l’unitarietà dello Stato-nazione o peggio la sua integrità, il fenomeno immigratorio e il martellamento multiculturale, disintegrano la coesione sociale, determinata dalla condivisione dei valori, delle tradizioni e della memoria storica di una nazione.

Un attacco concentrico dunque, che a lungo andare – qualora non si faccia nulla per fermarlo – determinerà la fine degli Stati-nazione europei, e con essi dei popoli europei e delle democrazie costituzionali. Non è un caso che qualche tempo fa, seppure da una prospettiva differente, una grande banca d’affari, riteneva le costituzioni europee un intralcio all’attuazione dei programmi politico-economici neoliberisti.

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