Fuga dall’Unione Europea e la parabola del cartone animato

Per caso, qualche giorno fa, mi è capitato di vedere un cartone animato su Rai Yo Yo; uno di quei cartoni animati moderni, fatti con la grafica computerizzata. Un cartone abbastanza carino, che narra le simpatiche e avventurose vicende di un improbabile gruppo di supereroi della giungla che salvano gli animali in pericolo. Dei giustizieri un po’ buffi, ma non per questo meno ingegnosi o incapaci.

Ebbene, per farla breve, l’episodio in questione narra di un piccolo animaletto che perde la memoria e chiede aiuto ai nostri eroi per capire chi fosse e da dove venisse. I nostri lo aiutano, e insieme esplorano l’intera giungla fino a giungere davanti a un’enorme parete rocciosa. Scoprono così che dietro quella parete, un piccolo tiranno, inganna i propri sudditi, paventando loro immani tragedie e la presenza di mostri orribili qualora osassero scavalcare la parete di roccia che li separa dall’esterno dove, a suo dire, esiste un vero e proprio inferno. Il monito del piccolo boss, interessato a mantenere il potere e la presa sul suo popolo, è talmente convincente che i piccoli sudditi sussultano per lo spavento, credendo seriamente che oltre quelle alte rocce ci fosse l’Armageddon. Almeno finché non giungono nella valle – dopo aver scalato la parete di roccia – i nostri eroi che con la loro presenza svelano l’imbroglio: dietro la parete rocciosa non c’è alcuna terra del fuoco, non esistono i mostri che la abitano. Anzi, c’è il sole, c’è l’erba verde, tanto cibo e c’è soprattutto la libertà. Gli animaletti vessati per tanto tempo, quando lo scoprono, mandano letteralmente a quel paese il loro sovrano e si riprendono la libertà (ed è una vera fortuna per lui, che non lo avessero impiccato).

Questa storia mi ha ricordato la nostra trista situazione. Viviamo all’interno della gabbia europeista, dove una politica economica e sociale scelleratamente neoliberista, ci ha resi non solo più poveri, ma anche annichiliti come popolo. Subiamo passivamente precise scelte politiche che hanno un solo scopo: impoverire per incrementare il margine di profitto dei potentati che ci dominano e ci asservono ai loro interessi. E per convincerci che tutto ciò viene fatto per il nostro bene, ecco che instillano in noi la paura e il terrore che uscire dalla gabbia significherebbe la tragedia, la morte e persino l’avvento della fine del mondo.

L’episodio anzi narrato rappresenta dunque perfettamente la nostra tragedia politica, economica e sociale. Siamo ostaggio delle oligarchie tecnocratiche che condizionano i nostri governi fino al punto che questi ormai non rispondono più ai reali bisogni dei cittadini, ma ai loro obiettivi politici ed economici (che non coincidono chiaramente con i nostri interessi). Siamo ostaggio di chi, furbescamente, instilla la paura della libertà, fino a farci intravedere che questa in realtà consiste nel restare all’interno della gabbia, dove ogni giorno di più, la nostra capacità di autodeterminazione e di autocoscienza viene frustrata e annichilita. Ci stanno dissolvendo come economia, come popolo e come identità, perché il loro obiettivo e riplasmarci come massa di lavoratori/consumatori che sgobbano per un tozzo di pane e che consumano quello che loro vogliono e in che misura loro vogliono. Per far ciò, inoltre, demonizzano la nostra memoria storica, la nostra cultura, il nostro senso di appartenenza a una comunità, la nostra identità e le nostre sicurezze, bollando tutto ciò come “razzista” e “xenofobo”.

Un bel lavaggio del cervello dunque; un po’ come quello propinato dal tiranno disonesto ai propri sudditi per mantenere il suo incontrastato dominio su di loro. Ma il brutto della realtà rispetto alla fantasia, è che nella realtà non c’è nessuno che viene ad aprirci gli occhi sulla tirannide che ci opprime, dietro la bella faccia di un sistema democratico ormai solo formale. Dobbiamo essere noi a intuire la verità. E, davvero, basterebbe poco per capire. Sarebbe sufficiente trarre insegnamento dall’esperienza altrui (vedi alla voce Brexit) e – perché no? – persino da un cartone animato!

 

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