Forum Economico 2017. Soros attacca Trump, Al Sisi, Erdogan e Putin

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Per Soros bisogna combattere contro i populismi e i sovranismi. Uno sciorinamento della migliore, o se vogliamo peggiore, teologia globalista, quella del milionario filantropo che notoriamente speculò sulla lira nel 1992. Potete leggere le sue parole su Il Giornale online, che da conto dell’intervento del multimiliardario a margine del Forum Economico del 2017.

Un delirio, che esalta il globalismo e la UE, che dovrebbe comunque essere riformata. Ecco perché secondo lui, è necessario “reinventarla radicalmente, per ritrovare il sostegno di cui era solita godere“. Quel sostegno – aggiungo io – posticcio e dovuto soprattutto al fatto che negli anni ’90 e nei primi anni 2000 (quando la UE godeva di moltissima popolarità), internet non era alla portata di tutti, e dunque certe porcherie non venivano a galla, perché venivano sapientemente filtrate dai media collaborazionisti, che davano così un’idea dell’Europa che non è quella reale. Soprattutto dopo la crisi del 2008.

Soros, ovviamente, attacca chi, in un certo modo, si è ribellato al globalismo e ha riaffermato la propria sovranità. Attacca dunque Putin, che è l’antitesi del sistema globalista. Benché sia bene sottolineare che il presidente russo non è quell’eroe che molti dicono, e non si contrappone al globalismo per puro idealismo, ma per riaffermare il ruolo di superpotenza della Russia nello scacchiere internazionale. Attacca poi Erdogan, e su questo poco male, visto il personaggio e come ha ridotto la Turchia che fu di Ataturk. Mentre diventa sospetto il suo attacco ad Al-Sisi, il presidente egiziano che ha dichiarato guerra al terrorismo islamico e all’estremismo, dando un’impronta laica all’Egitto. Un uomo dunque che deve solo essere ammirato per quello che sta facendo. Eppure, Soros lo mette fra i “cattivi”. Sarà forse perché è l’antitesi perfetta delle primavere arabe sponsorizzate da Obama e la Clinton per destabilizzare il medioriente? Chissà!

Naturalmente, poi, il magnate se la prende con Trump e il suo progetto di far ripiegare l’America su se stessa. Sappiamo che Trump è la nemesi di Soros. Dunque c’è poco da meravigliarsi del fatto che il miliardario di origini ungheresi attacchi il Presidente degli USA. Fosse capitato vent’anni fa, probabilmente Soros sarebbe stato “attenzionato” dai servizi segreti per le sue idee palesemente in contrasto con gli interessi americani (gli unici interessi che contino realmente in America). Oggi le cose sono cambiate. Ormai, è una gara a chi attacca meglio Trump. E se non fosse che lo stesso Trump è uno squalo abituato a nuotare fra gli squali, probabilmente a quest’ora sarebbe già caduto nel trappolone. Ma Trump è Trump, e benché, come Putin, non sia un’idealista e non faccia nulla per spirito filantropico, alla fine riuscirà ad attuare molti punti del suo programma diciamo “populista”. Il primo affondo, del resto, lo ha dato nel G7 chiedendo ai partner europei più soldi per la difesa NATO, e ora tocca al clima, per la gioia di Soros e dei sacerdoti della religione del global warming.

La realtà, comunque, è che l’ungherese è preoccupato. Nonostante emerga ottimismo dal suo intervento (soprattutto per il crollo dei partiti cosiddetti anti-eu), è chiaro che vede il mondo cambiare, anche se lentamente, in una direzione non desiderata. Sa perfettamente, infatti, che la vittoria di Macron (spinto dalle élite) e l’arretramento dei partiti anti-ue, è solo una sconfitta momentanea dei populismi che vogliono riaffermare quello che è naturale: l’identità dei popoli, i loro confini nazionali e un sistema di relazioni economiche e sociali che tenga conto delle differenze, in contrapposizione – giustamente – a quel sistema che vuole invece annullare ogni differenza per creare masse di diseredati governati dalle élite globaliste. Il suo, dunque, è solo un ottimismo di facciata. Diamo tempo al tempo, e vedrete che presto anche quest’ultimo barlume di illusione scomparirà dal suo viso per far posto alla delusione cocente conseguente alla vittoria definitiva dei popoli sulle élite!

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