Euro ed Europa. Perché è indispensabile studiare e approntare un piano B

piano-b-savona-euroRipensavo al fatto che gli USA sono una potenza militare ed economica mondiale, e mentre ci pensavo, mi sono domandato il perché. Ebbene, il perché me lo disse un giorno mio zio, militare di carriera oggi in pensione. Gli Stati Uniti sono un paese che pianifica in avanti di decenni. Sia dal punto di vista militare, sia dal punto di vista politico e sia dal punto di vista economico. Per quanto sia sempre possibile, una nazione che cerca di pianificare e prevedere gli eventi futuri e gli scenari geopolitici (nel medio termine e nel lungo termine) non viene mai presa di sorpresa. O almeno non completamente.

Questi sono i cosiddetti piani A, B, C, D dei quali ci si scandalizza. Essi rappresentano la capacità di una grande nazione (non può essere altrimenti) di vagliare tutti i possibili scenari, e per ognuno di essi – dal migliore al peggiore – mettere a punto soluzioni, strategie e obiettivi volti a realizzare o tutelare gli interessi nazionali coinvolti.

Ecco! Il senso della esistenza dei piani A, B, C e D è chiaro. Una nazione che non fa piani di nessun genere, che non pianifica il futuro, che non ipotizza scenari, che non prevede quello che potrebbe capitare nel medio e nel lungo termine, e non appronta le debite contromisure, è una nazione perdente; è una nazione che si lascia prendere di sorpresa e che, come tale, è destinata ad avere il maggior danno possibile da un evento negativo ovvero a non cogliere i frutti migliori da un evento positivo.

Dunque appare del tutto insensato, se non addirittura autolesionista, non solo non studiare un piano B di uscita dall’euro e dall’Europa, ma addirittura, denigrare, ridicolizzare e persino condannare chi – con impegno e competenza – lo studia, lo mette a punto e lo propone alla classe politica, affinché lo faccia proprio. L’Italia non può permettersi di farsi trovare impreparata davanti all’inesorabile e direi segnato destino della moneta unica. L’Italia deve avere un piano B. Le grandi nazioni, del resto, hanno sempre un piano B, e ne hanno uno C e uno D. Solo le repubbliche delle banane non ne hanno e si affidano al dilettantismo dei suoi ciechi amministratori e alla provvidenza. Che però non sempre è clemente.

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