Eurafrica. Se nel 2050 gli europei saranno una minoranza nella loro terra

eurafrica-europei-minoranzaNel 2050, la popolazione europea sarà meno europea e sarà più africana e mediorientale. Questa è la previsione, come riporta Adnkronos. In quel fatidico anno, infatti, la popolazione dei paesi mediterranei sarà cresciuta del 25,8% rispetto al 2015, e si attesterà a quota 649,1 milioni di abitanti. L’incremento sarà dato soprattutto dalla popolazione africana e mediorientale, che aumenterà rispettivamente del 49,7% e del 66,8%. A ciò si aggiunge un +18,8% dei paesi candidati a entrare nell’Unione europea.

Insomma, la famosa sostituzione etnica di cui molti oggi parlano, mentre vengono irrisi o additati come fascisti o razzisti, non è dunque una fantasia. E’ una realtà statistica che ha ragioni evidenti nei flussi migratori che incessanti arrivano dal continente africano, con la complicità e il consenso della nostra classe politica. Masse di persone dequalificate ed economicamente povere che si accalcano in terra europea, per la realizzazione di un piano di sostituzione e/o di integrazione demografica che ha precisi scopi e finalità economiche.

E gli europei, per allora, saranno una minoranza in casa loro. Un crollo di civiltà fino a quarant’anni fa certo non immaginabile, che invece oggi appare non solo come probabile, ma per molti persino auspicabile, tanto da spingere per l’approvazione dello ius soli, affinché venga data più facilmente la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono nel territorio italiano. Fra quarant’anni, probabilmente l’Europa sarà se non dominata dall’islam, quanto meno pervasa da questa religione che è anche politica, e i cristiani saranno a loro volta una minoranza nella minoranza, se non perseguitati (come avviene nei paesi arabi), comunque emarginati.

Un quadro profondamente triste e sconfortante per la nostra terra, le nostre radici, i nostri valori, la nostra memoria storica e il futuro dei nostri figli. Ma del resto, se ci pensiamo bene, è questo il destino di una civiltà che ha perso i propri anticorpi e che nega se stessa per accogliere l’altro, attribuendo a tale negazione un valore determinante. Un giorno non si potrà più parlare di italiani o francesi o spagnoli, né delle loro peculiarità, dei loro usi e dei loro costumi. Ma di masse di afroeuropei senza radici, senza patria e senza valori condivisi. Masse etniche, in perenne tensione fra di loro, che occasionalmente si incroceranno, e che avranno una sola funzione: alimentare il potere economico e politico delle future élite che comanderanno su di loro. Disordini, guerriglie, rivolte, e intolleranze saranno la regola di questo futuro che appare sempre più distopico e oscuro.

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