Dittatura gender. In Canada tolgono i figli ai genitori considerati “omofobi”

famiglia-gender-lgtb-omofobiaNon è uno scherzo. La deriva gender in Canada sta superando ampiamente quella presente in Svezia. Ormai, infatti, non è più possibile nel paese nordamericano, professarsi pro-life o addirittura professare la complementarietà uomo-donna e la famiglia naturale, senza che si venga accusati di discriminazione o peggio “omofobi”.

Ma fin quando si tratta di una banale accusa, poco male. Il fatto è che in Canada certe accuse possono o potranno portare a conseguenze piuttosto gravi, come la perdita dei propri figli e il divieto di adottarne. Questo è il disegno di legge approvato nello Stato dell’Ontario, che sotto le mentite spoglie della tutela dell’infanzia, prevede che qualora i figli “soffrano” (e sarebbe bello capire in che modo) per le posizioni “omofobe” dei propri genitori, potranno essere allontanati dalla famiglia, e magari affidati a coppie anche omosessuali.

Parlare di dittatura dunque non è affatto un’esagerazione. Questo genere di leggi ricordano da vicino quelle dell’Unione Sovietica e di ogni dittatura che pretende di stabilire il bene massimo dell’individuo, predisponendo leggi invasive della privacy delle persone e della loro libertà educativa o religiosa. E’ chiaro infatti che simili norme, mirano in realtà a depredare le famiglie delle prerogative sull’educazione dei figli, affinché i bambini vengano educati secondo le direttive di Stato, che poi sono quelle della classe dominante o maggiormente influente. Si parla di Stato etico, e non è un caso che questa locuzione nasce proprio con le dittature del ‘900.

Ma rimanendo nel presente, è da segnalare che i tentativi di sottrarre i minori ai genitori per via delle loro idee non aderenti al pensiero unico, non è certo una novità. Bisogna ricordare il caso della famiglia svedese a cui vennero sottratti i figli perché educati troppo cristianamente, o il caso della proposta norvegese di sottrarre i figli ai genitori qualora il loro sistema educativo non sia soddisfacente secondo i criteri stabiliti dalla legge; ovvero ancora il caso tedesco: i due genitori arrestati e imprigionati per 40 giorni, poiché la figlia non aveva partecipato ai corsi di educazione sessuale previsti dall’istituto scolastico.

E infine, per rimanere in casa nostra, che dire del famigerato DDL omofobia, che vorrebbe punire qualsiasi comportamento considerato “omofobo”, guardandosi bene però (il DDL) dal definire precisamente in cosa consista esattamente un comportamento omofobo, sicché, qualora questa assurda legge (che introduce un vero e proprio “reato di opinione”) passasse, sarebbe il giudice a definirlo caso per caso, con le ovvie e immaginabili conseguenze per la libertà di espressione, opinione e finanche educazione?

  Commenta
E' stato un post interessante?0No0