Difendiamo il senso del Natale Cristiano per non dimenticare chi siamo

natale-cristiano-identitàIn questi giorni, è esplosa la consueta euforia pre-natalizia, che oggi raggiungerà il suo culmine con la vigilia. Ma questa euforia, a guardarla bene, non è quella di una festa che valorizza il mistero della nascita di Nostro Signore, quanto il mistero del profitto, e dunque degli acquisti compulsivi di cibi e regali. Ecco dunque l’idea, ormai pluri-denunciata, del Natale occidentale come di una festa di luci, pranzi, regali e personaggi fantastici (Babbo Natale e i suoi magici elfi), dove la fede diventa un accessorio, peraltro apprezzato sempre di meno e persino snobbato dai più.

E questo è un grave danno, non solo per la Chiesa e dunque per la sua missione evangelizzatrice, e non solo per la nostra fede, che spesso è messa in secondo piano rispetto alla euforia superficiale e consumistica del Natale occidentale, ma anche per la nostra identità, per quello che noi siamo come popolo e nazione. Il Natale, vuotato del suo significato profondo, più che un fertilizzante che rende più forti e rigogliose le nostre radici (e dunque capace di dare maggiore vigore all’albero della nostra identità), diventa un vero diserbante che le secca, uccidendo così la nostra identità, non prima però di averla deteriorata nella sua controfigura commerciale.

Ma è anche vero che il Natale commerciale è solo uno dei modi, forse il più efficace e quello più appariscente, con i quali si uccide quello che noi siamo. Esiste anche il Natale buonista, che seppure in modo più subdolo, riesce là dove non riesce quello commerciale. Un Natale, questo, che tende a nascondere il grande Mistero della Salvezza fattosi Uomo, in un costrutto ideologico politicamente corretto, che spesso viene espresso al limite dell’eresia e della blasfemia della fede cristiana. 

E’ indubbio che anche questa tipologia di Natale, che vorrebbe anche censurare la parola stessa “Natale”, per trasformarlo in una generica festa delle luci, concorre e non poco alla distruzione sistematica del nostro modo di essere e di quelli che sono i nostri usi e costumi, i nostri valori, mutuati direttamente dalla cultura cristiana, e delle nostre radici, considerati tutti un disturbo e un ostacolo alla costruzione di una società multiculturale e multietnica, dove la religione cristiana deve farsi da parte se non addirittura scomparire del tutto.

La verità è che spetta a noi cristiani, impedire che il Natale commerciale e quello politicamente corretto, predominino in questo periodo dell’anno. E ciò affinché passi il vero e autentico significato del Natale, che non è certo quello di consumare compulsivamente, ovvero ancora, includere chi non ha una fede cristiana, negando il significato autentico del Natale, quanto quello di testimoniare la Salvezza fattasi Uomo. Perché è solo attraverso la celebrazione di questo mistero, che possiamo realmente gioire della festa del Natale e possiamo includere coloro che non hanno ancora conosciuto Cristo. Ed è attraverso la celebrazione rinnovata del Natale autenticamente cristiano che noi occidentali, possiamo preservare la nostra identità e le nostre radici cristiane.

Buon Natale a tutti!

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