Cristianofobia. Quel subdolo nemico della civiltà occidentale

cristianofobia-chiesa-cattolicità-occidenteVisto che questo è il tempo delle fobie (omofobia, islamofobia, xenofobia e chi ne ha più ne metta), vorrei parlarvi di una fobia che esiste, fa danni (spesso devastanti), ma non si vede: la cristianofobia. Esatto! Trattasi di quell’atteggiamento di repulsione, che rasenta l’odio viscerale, nei confronti di tutto ciò che è cristiano (compresi i simboli). E il bello (o il brutto) è che la cristianofobia non è solo un sentimento tipico diffuso nei paesi repressi dai regimi islamici radicali, che sappiamo non tollerano altra religione che non sia l’islam, ma è un sentimento che oggi è pericolosamente diffuso (spesso in modo subdolo, altre volte in modo conclamato) anche là dove il cristianesimo dovrebbe essere al sicuro: l’occidente.

Sembra quasi un paradosso, ma se ci pensiamo non lo è affatto. Oggi l’occidente è il luogo dove la cristianofobia trova maggior terreno fertile per diffondersi e affermarsi (più che nei regimi islamici, dove spesso i cristiani riescono a trovare un loro spazio, seppure limitatissimo). Le armi che vengono utilizzate per attaccare e corrodere il cristianesimo in occidente sono la lacità, l’eguaglianza religiosa, l’ateismo come valore, il relativismo etico, l’anticlericalismo e dunque l’odio quasi viscerale nei confronti delle istituzioni ecclesiastiche. Queste non sono altro che pietre che vengono scagliate contro i cristiani, e i cattolici in modo particolare, per demolire la civiltà basata sui valori universali della cristianità e rimpiazzarla con una civiltà consumistica, asettica, piatta, politicamente corretta, multietnica e multiculturale, capace di rompere la coesione identitaria nazionale per favorire l’emersione di una massa destrutturata di individui, facilmente manipolabili e controllabili da un’élite di oligarchi, che trovano la loro legittimità nei processi democratici, vuotati però della loro sostanzialità.

Il cristianesimo, fin dal secolo scorso – e cioè da quando si sono affermate in Europa le ideologie materialiste – è considerato non “un”, ma “il” nemico da abbattere, perché impedirebbe l’espansione della logica individualista ovvero della logica collettivista. E ciò perché sia nell’uno che nell’altro caso, il cristianesimo è un ostacolo. E lo è per l’ideologia marxista-leninista, perché il cristianesimo è contrario al collettivismo, al pauperismo e dunque alla massimizzazione statalista; e lo è anche per l’ideologia (neo)liberista, perché è contrario all’individualismo, al profitto scellerato e dunque a una società dove vige la legge assoluta del mercato e del profitto.

Dopo il crollo dei regimi comunisti, oggi predomina il secondo nemico, che è paradossalmente più pericoloso del primo, perché è più subdolo. Mi riferisco al nemico neoliberista, il quale, nella sua dimensione sociale, veste gli abiti ingannatori, sgargianti e multicolori, delle finta tolleranza e del pacifismo, al solo scopo di propalare politiche liberal e radicali, che impongono l’ideologia del politicamente corretto anticristiano, e diffondono in modo capillare dottrine e idee contrarie ai valori predicati dal cristianesimo (e perciò contrarie alla vita e alla famiglia), come l’aborto e l’eutanasia, la fluidità di genere, l’individualismo nichilista, il consumismo, il profitto come obiettivo assoluto, il ragionierismo rigorista, il globalismo, il mondialismo, la distruzione delle identità nazionali e l’ateismo come criterio principe che deve informare l’azione dei pubblici poteri.

Trattasi dunque di una guerra senza esclusioni di colpi. E l’aspetto più inquietante di questa guerra, mossa contro la cristianità, è che le truppe cristianofobiche trovano alleati e spalleggiatori – spesso inconsapevoli – persino all’interno del variegato mondo cristiano, il quale, in alcuni casi, per ragioni di real politik, per un tornaconto personale o semplicemente per ignoranza ed eccessivo affidamento, si volta dall’altra parte quando è necessario difendere con forza i valori della cristianità, ovvero si lascia irretire dalle ragioni della cristianofobia (soprattutto quando si tratta dei valori etici non negoziabili, come la vita), ovvero ancora mette in discussione la propria missione evangelizzatrice per non offendere chi non è cristiano (in un contesto sociale nel quale l’ideologia neoliberalista favorisce le grandi immigrazioni). In alcuni casi, addirittura nega o nasconde Cristo, assumendo a proprio decalogo religioso il politicamente corretto e non il Vangelo.

La verità dunque è più drammatica di quanto si pensi. La cristianofobia, soprattutto negli ultimi anni, marcia inesorabilmente verso il proprio obiettivo: cancellare, corrodere o marginalizzare il cristianesimo nella società moderna. Obiettivo che passo dopo passo si avvicina sempre più, grazie soprattutto – come detto – all’atteggiamento tiepido (se non colluso) di un certo cristianesimo, il quale – e non è uno scherzo – spesso si rivela il primo cristianofobico tra i cristianofobici, perché ritiene che la Chiesa, la cattolicità e il Vangelo, oggi rappresentano un anacronomismo che si frappone ingiustamente e illogicamente alla liberazione e all’affermazione del “io-dio”,  il quale, in verità, non è altro che il comodo rettilineo che conduce l’uomo (cristiano) verso la propria estinzione.

Questo sito Web memorizza alcuni dati dell’utente. Questi dati vengono utilizzati per fini statistici, per fornire un’esperienza personalizzata e per determinare la tua posizione sul nostro sito web in conformità con il Regolamento europeo sulla protezione dei dati. Se decidi di rinunciare a qualsiasi tracciamento futuro, nel tuo browser verrà impostato un cookie per ricordare questa scelta per un anno. Accetto, Non accetto

733