Contrordine, compagni. Ora l’immigrazione è un problema

amministrative-immigrazione-pdIn questi giorni è scoppiata la polemica sugli sbarchi degli immigrati nel nostro paese. La sinistra, e in particolare il PD, dopo la batosta elettorale amministrativa, ha improvvisamente cambiato rotta. Si è accorta che non possiamo accogliere l’intera Africa e che i costi di questa “accoglienza” ideologica alla lunga diventano insostenibili. Soprattutto nel momento in cui gli altri paesi europei hanno dichiarato NO, noi non ce li prendiamo. Li avete accolti voi, anche in violazione della carta di Dublino, e ora ve li tenete.

Questa storia, naturalmente, ha i contorni più assurdi di sempre, ma con la sinistra non c’è da meravigliarsi. Fino al giorno prima le parole d’ordine erano minimizzare e accusare chi si opponeva a questi sbarchi continui di xenofobia e razzismo; oggi, invece, lo spot più in voga è cambiato: non ce la facciamo più, aiutiamoli in casa loro. Miracoli delle scoppole elettorali. Il primo è stato Renzi, che nel suo libro in uscita, ha dichiarato testualmente:

Il punto però è che dobbiamo avere uno sguardo d’insieme uscendo dalla logica buonista e terzomondista per cui noi abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi. Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo. Cominciando, nel contempo, a bloccare lo squallido business delle partenze e il racket che gestisce il flusso dei disperati che si accalcano su un gommone nelle notti libiche alla volta dell’Europa. Ma non possiamo accoglierli tutti noi. E aver accettato i due regolamenti di Dublino, come hanno fatto gli esecutivi italiani del 2003 e del 2013, è stato un errore clamoroso.

Vorrei che ci liberassimo da una sorta di senso di colpa. Noi non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio. Se ciò avvenisse sarebbe un disastro etico, politico, sociale e alla fine anche economico. Noi non abbiamo il dovere morale di accoglierli, ripetiamocelo. Ma abbiamo il dovere morale di aiutarli. E di aiutarli davvero a casa loro.

Naturalmente c’è una piccola imprecisione e una omissione in questo discorso, che se non fosse stato scritto dal segretario PD, sarebbe anche pienamente credibile. Se il trattato di Dublino è stato firmato dall’Italia nel 1990, questo è entrato in vigore solo nel 1997 (Governo Prodi). Nel 2003, quando c’era Berlusconi, venne sottoscritto Dublino 2, che però aggiungeva solo l’obbligo delle impronte digitali per gli immigrati, rispetto a Dublino 1. Il vero approdo è Dublino 3, sottoscritto nel 2013 dall’allora ministri Alfano e Cancellieri, sotto il Governo Letta, dunque governo PD.

Ma è chiaro che questo tentativo (patetico) di recuperare il consenso perduto, non può funzionare. Gli italiani non sono dei beoti, o almeno non lo sono tutti quelli che – al netto del “voto PD e solo PD, qualunque cosa faccia o dica” – nel 2013 e nelle europee del 2014, hanno votato il partito democratico, illusi dall’incantatore, Matteo Renzi. Non cascheranno nuovamente nella trappola. E’ chiaro che i governi piddini, compreso l’ultimo Gentiloni, hanno evidenti e gravi responsabilità nella gestione degli immigrati dall’Africa. Ecco perché devono andarsene nell’interesse dell’Italia e degli italiani. E prima che facciano altri e peggiori danni.

  Commenta
E' stato un post interessante?0No0