Come i media mainstream alterano la percezione dei fatti del giorno

media-mainstream-fatti-giornoE’ interessante leggere e vedere come i media mainstream (MSM) e gli opinionisti hanno presentato le due notizione di questi giorni, e cioè l’audizione di Comey al Senato USA sul caso Russiagate e le elezioni in Gran Bretagna. E’ interessante capirlo, soprattutto per comprendere se il problema delle fake news, o comunque di una sottile alterazione della realtà da comunicare all’utente, sia davvero un problema di qualche sito beffardo e opportunista che tenta di catturare click per guadagnare sulle pubblicità, oppure, in realtà sia un problema che coinvolge soprattutto l’informazione – diciamo – “autorevole”.

Ebbene, c’è poco scampo. A leggere e sentire i media di mezzo mondo (soprattutto europei), Comey avrebbe accusato Trump di avergli chiesto di insabbiare l’inchiesta su Flynn, e la May avrebbe perso le elezioni, mettendo definitivamente in crisi i populismi. Quanto al russiagate, viene generalmente offerta una visione articolata della notizia, che cerca in un certo modo di instillare il dubbio che Trump sia effettivamente colpevole e stia giocando in difesa. Tali media cercano di raggiungere lo scopo, dando un eccessivo peso alle dichiarazioni di Comey che “accuserebbero Trump”, e rendendo, in tono minore e quasi defilato, le dichiarazioni che lo scagionerebbero. La realtà, scevra di interpretazioni, della deposizione di Comey, come ho già spiegato nel mio precedente post, è invece di tutt’altro tenore, tanto che proprio ieri Trump è andato all’attacco, affermando non solo che Comey lo avrebbe scagionato, ma anche che lui è pronto a giurare sui suoi colloqui con l’ex direttore del FBI.

Passando invece alla seconda notizia della giornata, le elezioni inglesi, ebbene questa viene presentata in generale in un modo ancora più paradossale e distorto. Si dà atto che i conservatori hanno ottenuto la maggioranza, ma alla fine filtra l’idea che in realtà il vero vincitore sia Corbyn, e che tale “vittoria” abbia messo in definitiva crisi i populismi. Da ridere. Ed è da ridere per due ragioni. La prima è che coloro che oggi affermano che Corbyn ha vinto, sono gli stessi che sostenevano qualche mesetto fa che la vera vincitrice delle elezioni USA era la Clinton perché aveva preso più voti complessivi (evidentemente hanno cambiato idea, e dunque prendere più voti non assicura più la vittoria). La seconda è legata alle posizioni politiche di Corbyn, che non definirle populiste, è distorcere la realtà dei fatti, fino a farle fare (alla realtà) una contorsione di 360°. Corbyn è un autentico populista. Il suo programma è agli antipodi rispetto alla filosofia economica e politica europea e mondialista. Asserire che con la “vittoria” di Corbyn, il populismo sia entrato in crisi, è come asserire che con la Thatcher, gli inglesi votarono una socialista: una verità antistorica bell’e buona.

Ma si sa, pur di mettere in cattiva luce i populismi, i media asserviti ai poteri euro-mondialisti e alle élite, sono disposti a tutto. Tanto ci saranno sempre i beoti che abbeverandosi solo a un certo tipo di informazione, saranno propensi a credere che la realtà sia quella ivi confezionata. Il cui unico scopo – è bene dire – è invece alimentare una verità che non esiste o che esiste a metà, poiché strumentale al mantenimento del consenso a favore di quelle élite economiche e politiche neoliberiste e globaliste, che perseguendo un preciso programma economico-politico, stanno demolendo gli Stati-nazione, le identità dei popoli e la famiglia, invero difesi e sostenuti dalle forze populiste e identitarie.

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