Colpo di scena! Trump licenzia il capo delle FBI

E’ difficile interpretare questa mossa a sorpresa di Donald Trum, che sembra stia procedendo con degli stop and go incomprensibili, dando un colpo al cerchio populista (lotta all’immigrazione, abolizione dell’Obamacare) e uno alla botte del cosiddetto Deep State (bombardamento in Siria, minacce alla Corea del Nord), con il quale sembrava aver siglato un patto di non belligeranza. Dunque è davvero difficoltoso capire perché Trump abbia licenziato il capo della “polizia federale”, una delle istituzioni icona degli USA e sicuramente fra le più potenti e influenti in fatto di sicurezza interna.

Se da una parte, il comunicato ufficiale riferisce di una incapacità di Comey a guidare in modo efficiente il Bureau, dall’altra risulta evidente che la mossa arrivi come una doccia fredda, non essendosi mai verificato in realtà che un presidente degli USA licenziasse il capo delle FBI, così di punto in bianco, seppure – bisogna ammetterlo – i rapporti tra Trump e Comey non è che fossero idilliaci, nonostante questi a novembre gli avesse dato una grossa mano elettorale (si fa per dire), rivelando a pochi giorni dal voto l’apertura di un’indagine a carico di Hillary Clinton, per alcune email, rivelatesi poi prive di rilevanza penale. Le ragioni di questa scarsa “cordialità” e fiducia – come sappiamo – sono legate in parte al fatto che Comey liquidò sbrigativamente la richiesta di Trump di indagare su Obama, e in parte a causa del cosiddetto Russiagate e cioè dell’indagine sulle connessioni tra fonti russe e membri dello staff di Trump.

L’ipotesi dunque è che il presidente Trump abbia giocato d’anticipo, togliendo di mezzo un profilo che forse non garantiva assoluta terzietà nell’indagine in corso, visto che Comey era stato nominato dal Barack Obama, come del resto è accaduto per molti altri funzionari che gravitano intorno alla Casa Bianca e nelle istituzioni che rappresentano e incarnano il Deep State. E’ anche possibile, però, che questa mossa sia stata fatta per accontentare i repubblicani e dunque piazzare nell’FBI un loro uomo. Il che potrebbe anche rivelarsi un boomerang per Trump, visto lo scarso consenso e la scarsa considerazione che egli nutre nei gangli del GOP più conservatore (nel senso di refrattario ai cambiamenti). Delle due l’una, dunque: o questa mossa si rivelerà con il tempo assolutamente geniale, oppure la più stupida nella storia dei presidenti USA.

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