C’è il patriottismo costituzionale e poi c’è il sovranismo

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Da oggi in questo blog si eviterà (per quanto possibile) di utilizzare il termine “sovranismo”. Nei post precedenti lo si è utilizzato (qui un esempio), ma è chiaro che arrivati a questo punto del racconto, il neologismo ha perso completamente il suo significato originario dopo che l’informazione mainstream lo ha utilizzato per delegittimare le istanze di ripristino della “legalità costituzionale”, che necessariamente richiede il rigetto integrale dei trattati dell’Unione Europea. Sicché il termine “sovranismo” oggi è più che altro un termine strumentalmente utilizzato dai fans dell’eurismo neoliberista per denigrare il processo di recupero della sovranità nazionale, dipingendo questo processo come il tentativo di instaurare un qualsivoglia regime antidemocratico.

Cosa affatto vera. Se la priorità del “sovranismo” è il recupero della sovranità nazionale nell’alveo della legalità costituzionale, l’asserire che esso faccia riferimento a un fenomeno di involuzione democratica del nostro paese, diventa solo becera propaganda atta a disinformare chi vuole capire esattamente i termini della questione fondamentale.

Tuttavia, è anche vero che il termine in sé è ambiguo ed è facile preda di un significato alterato che non rispecchia il fenomeno di recupero della sovranità nazionale, inquadrato nel ripristino integrale della Costituzione del 1948. Sicché, nel vario mondo di chi propugna l’uscita dall’euro, in realtà, abbiamo sovranari e patrioti costituzionali. Da una parte, ci sono quelli che vagheggiano di recupero della sovranità, evitando però accuratamente di parlare del (necessario) ripristino della legalità costituzionale (magari per instaurare un regime neoliberista su scala nazionale), e dall’altra abbiamo quelli che considerano essenziale e irrinunciabile il ripristino della legalità costituzionale come presupposto indefettibile del recupero della sovranità nazionale e della democrazia popolare.

Badate non è una differenza da poco. Ci può essere una comunanza di intenti, è vero, ma il ripristino della sovranità nazionale non può essere scissa dal ripristino integrale della legalità costituzionale (che molti “sovranisti”, soprattutto d’area leghista e/o liberista, evitano di ribadire), e dunque l’attuazione piena e completa del modello economico disegnato nella nostra carta fondamentale, che – come spesso si è ribadito – è ignorato, poiché oggettivamente incompatibile con l’ordoliberismo europeo, i cui presupposti teorici e filosofici sono antitetici rispetto a quelli previsti nella Costituzione.

Il “sovranismo”, dunque, è un termine che, per la sua ambiguità e per il suo logoramento, per quanto sarà possibile, qui non verrà più utilizzato, preferendogli la locuzione “patriottismo costituzionale” o sue derivate (es. “patriottismo sociale”). In realtà, è questo che si è, se si vuole il recupero pieno della sovranità nazionale con integrale attuazione del modello economico costituzionale: patrioti costituzionali; sostenitori della Repubblica sovrana e indipendente. E non già semplicemente “sovranisti” o peggio “sovranari”…

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