Ballottaggi amministrativi. Il centrosinistra, colpito e affondato

centrosinistra-colpito-affondatoIn realtà, non ha vinto il centrodestra, che è uno schieramento che non esiste. Il PDL è morto diverso tempo fa, e difficilmente potrà resuscitare. La verità è che ha perso il Partito Democratico, e hanno perso, seppure in termini differenti, i cinquestelle, che hanno dimostrato di essere poco più che inconsistenti al livello locale, soprattutto a causa delle amministrazioni di Roma e Torino.

Dunque, se dobbiamo essere franchi e sinceri, asserire che abbia vinto il centrodestra è dare un giudizio di comodo, che può piacere ai berlusconiani e ai leghisti, ma che non riflette la realtà dei fatti: non può vincere qualcosa che non esiste. Ha perso semplicemente il PD di governo, ha perso la sinistra, hanno perso coloro che in questi cinque lunghi e difficoltosi anni hanno portato l’Italia sul bordo del baratro con politiche davvero esecrabili e ideologiche, sia sul fronte economico e sociale, e sia soprattutto sul fronte etico.

Questa è l’unica interpretazione possibile. Tutto il resto è speculazione e propaganda; è tirare acqua al proprio mulino. Il voto amministrativo che ha cambiato la geografia politica di mezza Italia, facendo crollare definitivamente i feudi rossi (come Genova e Sesto San Giovanni), dimostra solo due cose: i cittadini italiani sono stufi e vogliono cambiare registro; vengono sconfessate totalmente le politiche attuate fino a ora. Non è un caso che la cocente sconfitta del Partito Democratico arrivi proprio nel bel mezzo del tentativo di imporre al paese la legge che introduce lo ius soli e lo ius culturae, riforma questa tanto cara alla sinistra salottiera, ma osteggiata dal centrodestra e anche dal popolo italiano, che in maggioranza non vuole cambiare i criteri di attribuzione della cittadinanza, anche perché la legge attuale funziona egregiamente.

Ma non ha perso solo il PD. La debacle – dicevo – è stata anche del M5S, che ha dimostrato scarsa presa a livello locale, soprattutto per via delle amministrazioni di Torino e Roma, che non possono essere considerate, purtroppo, il miglior esempio di come si amministrano due grandi città. Ma il M5S perde anche perché in realtà il movimento di Grillo si è da sempre caratterizzato come un movimento di protesta che in questi anni è riuscito a erodere consensi soprattutto nel centrodestra. Gli elettori di quest’area evidentemente hanno deciso di tornare all’ovile, anche se non si può affatto sostenere che il M5S sia elettoralmente morto. E’ un movimento che non può né deve essere sottovalutato.

Certo è che al di là di tutto, l’eclatante risultato elettorale delegittima, senza ombra di dubbio, l’attuale Governo e rappresenta un preavviso di sfratto per la maggioranza, che non deve neanche pensare minimamente di imporre provvedimenti che ormai non possono in alcun modo trovare legittimazione nel corpo elettorale, come gli elettori, del resto, hanno ben chiarito, mandando a caso il 90% degli amministratori rossi, anche là dove il PD e affini erano in una botte di ferro fin dai tempi del PCI.

Dunque, che il Gentiloni ne tragga le dovute conclusioni e rassegni al più presto le dimissioni, occupandosi lui e la sua maggioranza solo degli atti indifferibili e urgenti, compresa la legge elettorale. Per il resto, che tutto sia rimandato alla prossima legislatura, nella viva speranza che il prossimo Governo e la prossima maggioranza decretino in modo definitivo la morte di certe leggi puramente ideologiche, i cui effetti dannosi per l’Italia e gli italiani sono fin da ora evidentissimi.

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