Aveva ragione la Le Pen. La Francia è comunque governata da una donna

le-pen-merkel-franciaIn un certo senso aveva ragione Marine Le Pen: chiunque avesse vinto le presidenziali francesi, la Francia sarebbe stata governata da una donna. Detto fatto. Ha vinto Emmanuel Macron, l’eurocrate filotedesco, e la Francia oggi è “governata” dalla Merkel. Non direttamente ovviamente, ma per mezzo di una forza politica smaccatamente filo-germanica. Che parla di un’Europa duale, diretta da Germania e Francia e nella quale, obiettivamente e sostanzialmente, non c’è spazio per l’Italia. Il presidente Macron, del resto, è stato piuttosto chiaro: “non si va a un Consiglio Europeo senza una posizione comune tra Francia e Germania. Altrimenti l’Europa balbetta“. 

In questo nuovo equilibrio europeo, che emerge ogni giorno sempre più evidente, non c’è posto per il nostro paese, che semmai deve solo seguire e obbedire. Non esiste una triade o un terzo polo. Niente di tutto questo. L’Italia continua e continuerà a essere relegata al ruolo di comparsa senza peso in un sistema eurocratico ormai saldatosi sul dominio politico ed economico della Germania, nel quale la una certa parte della Francia (non quella popolare) intende ritagliarsi il suo bel pezzo di torta, svendendo ulteriore sovranità alla Merkel.

D’altra parte, è intuitivo ed è scientificamente evidente che un simile asse (impari) non potrà che danneggiare profondamente gli interessi del nostro paese in Europa. Emerge senza ombra di dubbio la volontà sottile di mettere l’Italia con le spalle al muro, ed è altrettanto lampante l’incapacità o peggio la non volontà della nostra classe politica di affrancarsi da questa stretta, rompendo il giocattolo europeo. Ma ciò è quasi normale, visto che nel nostro paese è ancora predominante la perniciosa ideologia europeista, nonostante sia sotto gli occhi di tutti i gravi danni che questa continua ad arrecare alla nostra economia e alla nostra società.

Germania e Francia unite in un matrimonio certamente impari, ma che potrebbe dare buoni frutti, non tanto per il popolo francese, quanto per le oligarchie che hanno vinto le presidenziali, legate a doppio filo alle élite eurogermaniche. Un matrimonio che già oggi connatura l’Unione Europea, nella quale l’Italia non è certo il terzo incomodo (che sarebbe già qualcosa), bensì solo uno dei satelliti eterodiretti da Berlino. Una colonia destinata a diventare ogni giorno di più provincia dell’impero eurogermanico, purtroppo con la complicità di un popolo – il nostro – incapace (causa la costante apologia europeista della propaganda) di fare scelte politiche differenti e, soprattutto, dirompenti.

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© Foto di By Kuebi = Armin Kübelbeck (Own work) [GFDL or CC-BY-SA-3.0], via Wikimedia Commons
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