Aperto un fascicolo su Trump. L’ipotesi? Ostruzione alla giustizia

trump-impeachment-russiagateCi siamo. Quello che molti temevano si è avverato. Alla fine i poteri forti che hanno mal digerito la vittoria del “populista” Trump, e i loro scagnozzi democratici, sono riusciti a calare l’asso del possibile impeachment. Sgombriamo subito il campo però: non è un’accusa formale, e Trump non dovrà essere processato. Si tratta per ora solo di un’ipotesi fra quelle sul tavolo del super procuratore Mueller, che indaga sul Russiagate, basata peraltro sulle sole dichiarazione di Comey, che però non possono rappresentare una prova regina vista la loro estrema incosistenza, tanto che Mueller ora dovrà andare alla ricerca di prove “vere” per imbastire un’accusa che regga (e qui sorge la preoccupazione complottista).

In questa fase, però, è l’aspetto politico della vicenda, quello che in realtà è più interessante. L’indebolimento del Presidente e della sua autorevolezza. Questo è l’obiettivo a cui puntano nell’immediato periodo sia i poteri forti anzidetti, i suoi detrattori politici, e sia i lacchè dell’informazione. Un presidente indebolito, diventa ostaggio del deep State e dunque maggiormente influenzabile sotto molti punti di vista. E seppure Trump non sembri uno che si tira indietro, è chiaro che alla fine questa tensione potrebbe logorarlo, come del resto è accaduto con Nixon, il quale – sappiamo – per evitare l’impeachment e il massacro mediatico, si dimise.

Dicevo però che Trump non sembra intenzionato a mollare. A differenza di Nixon, Trump può usare la rete internet che gli offre la possibilità di comunicare le sue posizione senza i filtri (spesso avvelenati) dei media. In secondo luogo, è un uomo che non ha problemi finanziari, e dunque può certamente permettersi i migliori avvocati disponibili sulla piazza. Dunque, ha tutte le carte in regola per resistere e magari vincere la partita, sempre che sappia giocare le sue carte nel migliore dei modi. Finora, bisogna darne atto, ha fatto qualche errore grossolano, seppure il licenziamento di Comey (forse quello “fatale”) era necessario, in ragione delle posizioni ambigue assunte dall’ex direttore del FBI nell’indagine sulle email di Hillary Clinton e sul Russiagate.

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