Addio piccolo Charlie Gard… Questo mondo non ti meritava

charlie-gard-addioLa Corte di Giustizia di Strasburgo ha emesso la sua condanna a morte. E’ stato un colpo al cuore apprendere che i giudici di Strasburgo avessero deciso di dare seguito alle assurde sentenze inglesi. Credevo – forse ingenuamente – che invece sarebbero stati illuminati dalla pietà e dal senso profondo dell’umano e avrebbe dato ai genitori del piccolo Charlie una speranza; soprattutto volevo credere che i diritti umani che questa Corte dice e afferma di tutelare, significavano riconoscere l’intangibilità della vita, in qualsiasi condizione essa si trovasse.

E invece nulla. I giudici, dall’alto del loro scranno, decidono che un bimbo affetto da una patologia grave, per la quale comunque forse esisteva una speranza di cura, deve morire. E ancora una volta, il mio pensiero non può che andare verso una riflessione inquietante, quella che mi suggerisce e dovrebbe suggerirvi l’idea che oggi si voglia far passare per pietà, la regola atroce che le persone più deboli e indifese, i malati e gli anziani, siano un peso economico e umano troppo grande da sopportare, e che dunque sia “umano” sopprimerle.

Il piccolo Charlie resterà sempre un simbolo di Vita e resterà nei nostri cuori fino all’ultimo giorno. Egli è stato un piccolo eroe che il mondo non meritava e che testimonia, con la sua insensata morte, la decadenza umana, sociale, etica e morale della civiltà occidentale, che vede e promuove l’eutanasia e l’aborto come valori e diritti da difendere, e che per questo merita davvero di estinguersi.

Charlie Gard sarà il primo che un giorno darà testimonianza davanti a Dio e agli uomini della grave ingiustizia commessa contro la vita di un bimbo indifeso, di cui ogni singolo colpevole adulto si è macchiato e si macchierà un domani nei confronti di tutti i Charlie Gard che verranno al mondo o che tenteranno di venirci. E quel giorno per costui, “sarebbe stato meglio … che gli fosse [stata] appesa al collo una macina girata da asino, e fosse [stato] gettato negli abissi del mare…” (Matt. 18.6), perché la collera di Dio sarà davvero grande.

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