Abbiate coraggio, italiani! Diventate populisti e patrioti

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Esiste un fraintendimento sul termine “populista”, che viene abilmente e consapevolmente confuso con il termine “demagogo”. Dunque, secondo questa stortura opportunamente veicolata attraverso i media mainstream, populismo (e populista) e demagogia (e demagogo) sarebbero la stessa cosa. Ma non è così. In realtà populismo e demagogia non hanno lo stesso significato.

Prima di tutto andiamo a vedere cosa significa demagogia:

La pratica politica tendente a ottenere il consenso delle masse lusingando le loro aspirazioni, spec. economiche, con promesse difficilmente realizzabili…

Dunque, è un demagogo colui che fa promesse, consapevole di non poterle mantenere. E anzi, è pronto a disattenderle, appena riesce a carpire la fiducia elettorale del cittadino. Il suo obiettivo primario infatti è ottenere il potere, e per farlo tocca le corde più sensibili del popolo.

Ora vediamo l’esatto significato del termine populismo:

Atteggiamento culturale e politico che esalta il popolo, sulla base di principi e programmi ispirati al socialismo…

Dunque, abbiamo due significati completamente diversi. Il populista mette al centro il popolo e i suoi bisogni, interpretandone le difficoltà e le aspirazioni, mentre il demagogo sfrutta il popolo, i suoi bisogni e le sue difficoltà, per ottenere consenso.

Ciò detto, non spaventatevi alla parola “socialismo”. E’ chiaro, infatti, che se da una parte il populismo nacque per additare volgarmente i movimenti socialisti del secolo scorso, dall’altra i programmi ispirati al socialismo ideologico (comunismo), nel contesto presente, sono un di più, soprattutto perché oggi il socialismo è acclaratamente un’ideologia retrò e fallita. Sicché non è sicuramente una componente essenziale del populismo moderno, benché il populista, per ovvie ragioni, non può certo esimersi dal proporre programmi sociali, o comunque orientati al raggiungimento di una migliore perequazione sociale.

Qualcuno, consapevolmente o meno (propenderei più per la prima ipotesi), tende comunque a confondere i due significati, populista e demagogo, ma la realtà è che i due termini – come detto – descrivono fenomeni differenti, seppure si potrebbe affermare che ci fu in passato (soprattutto nel ‘900), qualche populista che sfruttò la demagogia per infiammare i popoli e carpirne il consenso, ovvero qualche demagogo che si finse un populista per ottenere potere e prestigio. Si pensi alle grandi dittature ideologiche (comunismo e nazismo).

A questo punto la domanda è chiara: perché dovremmo diventare dei populisti? Semplice! Perché oggi è l’unico atteggiamento politico capace di restituire al popolo la voce che gli è stata tolta da un sistema democratico sempre più rarefatto, delegante e dissimulante un potere oligarchico che non concede nulla alla democrazia e ai bisogni sociali. Il populismo, oggi, riassume in sé le istanze del popolo, diventando anticorpo che lotta contro le potenti forze globaliste che intendono annientare gli Stati e le nazioni. In un’ottica italiana e sovranista, il populista ha come scopo il ripristino della legalità costituzionale che ci è stata sottratta dalle adesioni ai trattati europei. Dunque oggi, essere un populista che chiede il rispetto della carta fondamentale del 1948, significa essere un patriota!

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© Foto di Il Giornale (Mascheroni) – Giorgio Almirante (MSI) durante un comizio
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